La mia prima volta! ( a Londra ed in Ostello)

Avete voglia di viaggiare per il mondo ma ciò che più vi frena è il budjet limitato?….Nessun problema qui arriva in vostro soccorso l’Ostello!

Ma che cos’è l’Ostello? L’ostello è una struttura ricettiva simile ad un albergo ma ha la particolarità che solitamente gli spazi vengono condivisi con altri ospiti. Nella sua forma moderna nasce nel 1909 per consentire anche ai giovani meno abbienti di praticare il turismo. Le stanze sono spesso a più letti, solitamente sono attrezzate con letti a castello anche gli altri spazi attrezzati, come le docce, la cucina, il salotto vengono condivise.  Inoltre permette a persone di ogni età, cultura, e anche religione di venire a contatto e di fare amicizia creando all’interno della struttura una condizione di condivisione familiare.

La mia prima volta è stata quest’estate! (  la prima volta che ho dormito in un ostello) 🙂  più precisamente a Londra. Il suo nome era St. Christpher’s Village e si trovava a 3 minuti a piedi dalla metro London Bridge, quindi zona South Bank. Le attrazioni principali di questa zona sono: Il Borough Market ( mercato alimentare a 2 minuti a piedi dall’ostello in cui puoi trovare cibi internazionali di qualità e tanti piccoli assagini di dolci e specialità).1230041_10202110257542043_1191909140_n Il globe theatre, la Tate Modern, Il London Bridge e non molto distante è il London Eye( ruota panoramica da cui è possibile ammirare la città a 360°).954691_10202110435906502_1141908699_n 58490_10202110397585544_2120938119_n   Ritornando all’ostello posso dire che nonostante si dorma in più persone in una camera non sono stata derubata, non ho dormito male, non era così rumoroso come mi aspettavo fosse e neanche sporco. Lo staff è stato sempre gentile e cosa da non sottovalutare se partite da soli vengono organizzati giornalmente dei “Free walking tour”  per vedere i monumenti ed i siti d’interesse storico- culturale  divisi per gruppi; In più si può scegliere di seguire il tour in inglese o spagnolo.

Tuttociò ti permette di conoscere persone che come te soggiornano a Londra e magari uscire anche insieme la sera. Inoltre per chi soggiorna nell’ostello c’è una promozione chiamata Pub crawl pagando 10 euro per una sera puoi entrare nei pub, locali e discoteche più in della capitale e il bere uno shottino gratis in ognuna di esse. Queste uscite mi hanno permesso di fare nuove amicizie, anche durature nel tempo nonostante la distanza.

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Se anche voi volete pianificare il vostro viaggio Low cost in un ostello qui sotto trovate un sito davvero buono in cui ci sono foto recensioni e molto altro: http://www.hostelworld.com/

…………………..NEXT TRIP GREECE!!!!!!! 😉

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Eataly

Sono sempre stata una pendolare, e  per tornare a casa prendo  il treno Roma Termini – Civitavecchia che ogni volta che si ferma ad Ostiense. Durante quei pochi minuti di fermata mi sono sempre soffermata a guardare un  grande edificio a vetri sulla destra con su scritto Eataly.

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Dopo svariato tempo e  notizie che mi sono arrivate un po da internet per mia curiosità, un po’ dai giornali e un po’ da chi ne sapeva più di me, questa domenica ho deciso di andarci per la prima volta!

Una volta arrivata lì, mi sono ritrovata circondata da cibo. Si entra ed alla tua sinistra c’è subito il reparto dolci; Inoltre questa era la settimana delle degustazioni dei prodotti autunnali.

Erano stati invitati dei produttori locali ad esporre tramite stand i propri prodotti, che andavano dall’olio della Sabina a delle marmellate buonissime senza aggiunta di zucchero etc.EATALY, ANCHE A ROMA IL GRANDE "MADE IN ITALY": CIBI E BEVANDE NOSTRANE - FOTO 4

C’erano tantissimi reparti: quello dei formaggi, la carne, il pesce, frutta e verdura, il pane (fatto a mano da loro e buonissimo) i dolci….insomma qui si può trovare l’eccellenza di tutti i prodotti e soprattutto sostenere il commercio interno ed i produttori che costituiscono il meglio dell’enogastronomia italiana.Eataly-e-l-ecommerce-dell-italian-food_h_partb

Il “centro commerciale alimentare” è provvisto di punti di ristorazione come: la piadineria Romagnola, la pizza, un’osteria, un paio di ristoranti, un punto frittura e svariati bar( quindi si può mangiare senza dover spendere una fortuna).

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Io, mia mamma e mia sorella siamo uscite con due bustoni di spesa ma anche con il portafogli un po più leggero perché li tutti i prodotti sono di qualità ma i prezzi non sono bassi come all’Eurospin 🙂

 

Posso dire di aver passato una piacevole giornata all’insegna del buon cibo, da provare assolutamente!

Grom, il gelato come una volta!

                                           

A chi non è mai capitato di fare un giro a Roma in centro e di voler prendere un gelato??

Ti giri a destra e c’è una gelateria, fai due passi avanti e cen’è un’altra….alla fine ci sentiamo disorientati o mangiamo il gelato dal primo che capita.

Se camminiamo un po per Via del Corso, giriamo per il Pantheon  camminiamo per 2 minuti fino ad arrivare a
Via della maddalena 30 troveremo secondo la mia modesta opinione la catena di Gelaterie più buona di Roma: GROM!

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La prima volta che ho assaggiato questo gelato sono rimasta estasiata dalla bontà e qualità degli ingredienti con cui era fatto.

La pera sapeva di pera, la fragola di fragola, il cioccolato era buonissimo per non parlare della crema…Voi direte, certo che la pera sa di pera…..ma non è cosi!

Quando mangiavo il gelato nelle altre gelaterie lo trovavo normale senza sapore ma pensavo dovesse essere così, e invece no…c’è di meglio!

Lì il gelato è cosi buono perché utilizzano materie prime di assoluta qualità,dalle Langhe fino alla Sicilia ed al centro America, del meglio che il mondo dell’agricoltura può offrire. I principi sono rigorosi: solo frutta fresca e di stagione, provenienti dai migliori consorzi d’Italia  nessun utilizzo di coloranti, aromi, conservanti ed emulsionanti, acqua della sorgente di sparea come base per i sorbetti e latte fresco intero di alta qualità per i gelati, uova di galline allevate a terra e selezioni dei migliori cacao e caffè del centro America.

Dall’innaugurazione del 2003 a Torino, al giorno d’oggi  Grom  ha aperto in tutt’Italia, a New York, a Parigi e addirittura a  Tokyo!

La dimostrazione che sono ingredienti di biologici e di qualità è data dal fatto che ogni mesi ci sono i gusti di stagione, i classici e gli speciali.

Non mi resta che augurarvi Buon Gelato!  e fatemi sapere se vi è piaciuto 🙂  

 Qui potete trovare l’articolo del Times in inglese :

Turin Gelato Men, Hoping New York Will Melt

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BROADWAY BOUND Federico Grom, left, and Guido Martinetti are bringing their Turin-style gelato to New York this week.
A FEW years ago Guido Martinetti, a young winemaker here, noted to a friend, Federico Grom, that Italy suffered from an odd market gap. Its gelato was plenty good, he observed, but few made it the way Italians approach food and wine generally: with only fresh seasonal products, the highest-quality ingredients and handmade care.

“I forgot what I said to Federico,” Mr. Martinetti, 32, said. “But a week later he came back with a business plan for five years.”

Thus Grom gelato was born, and in just four years, not much time in traditionbound Italy, it outstripped the business plan and earned a name as one of the best. “Sensationally good,” one top food expert here has called it.

On Saturday, Grom opens its first shop in the United States, at Broadway and 76th Street in Manhattan, and it does so with some nervous questions:

Are Americans, whose tastes often tend toward the robust and even flashy, ready for a gelato created almost like the subtle wines the Piedmont region here is famous for?

And maybe more to the point, will they pay the matching price, starting at $4.75 for a small cone?

“You have this culture — big, big in everything,” Mr. Martinetti said. “In Italy, there is sort of a different way.”

“But I think when you taste this ice cream, it’s more fresh,” he said. “It’s more natural. I am an optimist.”

He was speaking, in a white lab coat and a hairnet, in Grom’s factory near the Turin airport, pint-size but big enough to supply the nine existing shops in Italy and five more, including New York’s, in the works.

The company’s whole way of being was on display. Five workers were slicing spring strawberries for sorbet, made only with San Bernardo mineral water from Piedmont. Mr. Martinetti was surrounded by boxes of high-grade Ecuadorean and Venezuelan chocolate, hazelnut paste from Piedmont and Madagascar vanilla.

Into a huge steel vat, workers had just poured several cases of $30-a-bottle Spanish sherry for one flavor, Málaga, otherwise made of milk, organic eggs and sugar. (Raisins would be added later.) Mr. Martinetti dunked a lowly plastic cup into the vat and poked his nose in as if it were a glass of his family’s Barolo.

He sniffed, then tasted. It is pretentious to say about ice cream, but maybe the best word — apart from “delicious” — would be “balanced,” with each ingredient nicely playing off the others rather than one shouting over the rest.

“It’s what I look for in wine and ice cream,” Mr. Martinetti said, shucking off any high-mindedness by noting, too, that Coke’s sweetness wouldn’t work if it weren’t balanced by citric acid.

“I don’t want to say it’s the best ice cream,” he added, though clearly that is his ambition. “But it’s very serious. It’s made in a serious way.”

That seriousness is reflected in the price, which is significantly higher than those of his competitors. Il Laboratorio del Gelato, on the Lower East Side, which also makes fresh, high-quality gelato, charges $3.25 for a small serving of two flavors, $4.50 for medium and $5.75 for large. Grom’s medium will go for $5.75, the large for $6.75. Grom’s “huge” size — not a very Italian concept, although it is available here, too — will cost $9.

“It’s a different approach,” said Mr. Grom, 34, a business executive before settling in full time at Grom two years ago. “We hope the clients will accept the idea and understand. For sure we don’t sell quantity. We sell quality.

“We think New York is ready.”

Indeed, New York has no shortage of either high-quality ice cream or gelato — the Italian version, which is lower in butterfat and whipped with less air than American ice cream.

Jon Snyder, the New York gelato guru who owns Laboratorio and who also created and sold the Ciao Bella chain of gelato shops, said that although Grom’s price is higher, New Yorkers may well pay it if the product is good enough.

“In New York and certain cities, you can almost charge what you want,” he said, though he added that his own prices reflect the fact that his retail customers are not quite so well-heeled. “If you have a quality product, people will come and buy it.”

Though he travels to Italy often, he said he hasn’t yet tried Grom here and is “looking forward” to visiting the shop in New York to see how it stacks up.

“I’m so often disappointed with other people’s products,” he said. “It’s nice to see someone open and be impressed.”

In Italy — a nation of inherited wealth, tight family businesses and enterprise often stultified by bureaucracy — Mr. Martinetti and Mr. Grom stand out, quite apart from whether their gelato succeeds in New York.

Rather than depend on their parents, the two took out loans to start Grom on their own. And their growth here — with stores crowded by long lines in cities including Turin, Milan and Florence — is unusual for a concern open for such a short time. (It also says a lot about the difficulties of doing business in Italy that they found it more appealing to open a store in New York than in Rome, where they do not have a shop. They say they do not have the “right partners” even to attempt the far south — Naples, say, or Sicily.)

They also broke the mold here in how their shops get the gelato — a model that makes opening in New York, or anywhere else, less difficult than it might have been.

Normally, Italian gelaterias contract with ingredients suppliers, then mix and whip the gelato on site according to their own recipes. Mr. Martinetti and Mr. Grom came up with a different model by chance: the ice cream maker in their first shop, here in Turin, was hurt in a scooter accident, and Mr. Grom and Mr. Martinetti, both still working their other jobs, were forced to make the gelato themselves at night. They did not sleep much.

With plans to open other stores, they realized that their margin for the unexpected was thin. Another accident or sickness by any individual ice cream maker could close down a shop. So they decided to centralize.

Now the liquid base for all their flavors — 20 a month, changing as different fruits come into season — is made entirely at their little plant here, frozen in bags and shipped off to each shop. There it is thawed, whipped and frozen again, with final ingredients like raisins or chocolate chips added at the end.

This gives them complete control over the gelato’s quality — something Mr. Martinetti approaches with such orthodoxy that even his father, an obsessive high-end wine maker, calls his son “a Taliban.” To ensure that they get the best fruit, they have bought a vineyard near Turin and are uprooting the vines to plant their own strawberries, melons, apricots, peaches, raspberries and figs.

For anyone who might puzzle over the name Grom, it is neither a marketing concept nor a cute acronym starting with “gelato” and ending in “mangiare.” It is simply Mr. Grom’s surname, reflecting the winemaking tradition of putting the family name on the label.

Just before their first shop opened in 2003, Mr. Martinetti surprised Mr. Grom by insisting that the business be named after him. Mr. Grom claims he was terrified, but Mr. Martinetti coolly reasoned that his own name was already on his family’s wine label.

“When you make top-quality food, you have to put your name on it,” Mr. Martinetti said.

PS: grazie  a Federico che mel’ha fatto scoprire :*

Se volete maggiori info consultate il sito:http://www.grom.it/ita/

Paris, la ville lumière!

I primi di Luglio 2012  Io e 11 ragazzi della mia università, più precisamente del corso di francese siamo partiti alla volta di Parigi per due mesi.555898_4007906408911_1816106789_n

Non potete immaginare la  felicità non appena ci hanno comunicato le destinazioni dei viaggi, la mia prima ed unica scelta è stata la Francia…più precisamente Parigi.

Studio francese dalle superiori e sapevo che questa sarebbe stata non solo un’occasione per migliorare la padronanza della lingua ma per vivere la città da molto vicino.

Atterrati abbiamo impiegato più o meno un’ora( trascinando 2 bagagli per uno) per recarci al Residence che si trovava a Vanves un paesino a 20 minuti dal centro di Parigi.

Ogni giorno verso l’ora di pranzo dovevamo uscire per andare all’ Alliance Française  Alliance_française_Paris_Ile-de-France    una scuola di lingue molto importante; A seconda del livello che avevi venivi inserito in una classe….io ero al B1 (livello intermedio)

La mia era una  multiculturale , c’erano persone da tutte le parti del mondo: un Brasiliano, una Thailandese, un Colombiano, 2 Cinesi, un Equadoregno, 3 italiane ( noi)  ed altri. Con  molti di questi  siamo diventati ottimi amici e durante la nostra permanenza siamo usciti insieme varie volte.

Quando non studiavamo, uscivamo per vedere la città, facevamo shopping nelle vie principali e nei centri commerciali e soprattutto andavamo a ballare.

Non amo particolarmente le discoteche ma essendo un gruppo molto grande la maggior parte dei nostri weekend li passavamo nella nostra discoteca preferita : il Mix Club OLYMPUS DIGITAL CAMERA  si trova vicino alla torre Montparnasse, facilmente raggiungibile con i mezzi.Partecipavamo maggiormente alle serate Erasmus( in cui non si pagava) 🙂 Il posto era molto bello e soprattutto ampio, non come in Italia che le discoteche sono piene di persone e tutti ti vengono addosso. Spesso durante queste serate ti davano un  adesivo con la bandierina del tuo paese da attaccare sulla maglia in modo da poter trovare facilmente i tuoi simili…..anche se ragazzi c’è da dirlo, gli Italiani si riconoscono facilmente!

Altre volte abbiamo partecipato a delle feste in barca sempre di serate Erasmus più precisamente al River’s King.217659_10150965855306619_1900947360_n 

Ma non siamo stati solo una banda di scapestrati anzi…..Ho visitato i luoghi storici e culturali di maggior interesse come: La tour Eiffel, Notre Dame, Il Louvre, I giardini de la Tuileries, il Quartiere Latino, Montmartre, gli Champs Elysées, il centro Pompidou, La Basilica del Sacro Cuore, il Moulin Rouge, L’arco di Trionfo ed il Phanteon.

Le cose che ho preferito fare sono state : montare sulla Tour Eiffel anche se purtroppo sono salita solo fino al secondo piano; Perdermi dentro i Giardini di Lussemburgo , dove consiglio vivamente di andare per leggere un libro, mangiare qualcosa, giocare a tennis, far navigare le barchette nella fontana o semplicemente sedersi sulle innumerevoli panchine per prendere il sole.original_Jardin du Luxembourg-HarshLight

Fare un giro sul bateau mouche, ossia un battello che passa sulla Senna da dove potrete osservare la parte inferiore dei ponti e scoprire la città da un altro punto di vista.

Fare i picnic a bordo Senna con i vecchi e nuovi amici 524375_10150984679156619_2019802243_n.

Mangiare ogni tipo di specialità,sono ingrassata 3 kg a causa dei dolci!1d1ae87c-34b6-41b2-b6a4-47031c9f6a2awallpaper

Andare al Wanderlust un posticino davvero carino, informale e pieno di giovani. C’è il ristorante, una terrazza di 1600 mq che da sulla Senna, un club all’inerno, buona musica e soprattutto si può fare amicizia! Per arrivarci  dovete scendere alla Gare d’Austerlitz o a  Quai de la Gare.

L’unica cosa che non ho fatto in questo viaggio è andare a Disneyland 😦 …..per me che amo la Disney, i suoi cartoni, i peluches e chi più ne ha più ne metta , sarebbe stato un sogno……che purtroppo è stato infranto dalla stramaledetta influenza compresa di Nez bouché (naso chiuso).

Certo è stato davvero brutto vedere gli altri andarci ma non m’intristisco più di tanto perché vi dico un segreto: ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. Ritornerò  sicuramente a Parigi, in questa città che sa di magico, perché li ci ho lasciato il ❤  cuore! 422394_4541783746751_1305318205_n

Walking Disaster of Jamie McGuire

 “One of these days you’re going to fall in love,son. Don’t settle for just anyone. Choose the girl that doesn’t come easy, the one you have to fight for,and than never stop fighting. Never.”

“Uno di questi giorni t’innamorerai, figlio mio. Non accontentarti di chiunque. Scegli la ragazza che non è facile da conquistare, colei per cui dovrai lottare, e poi non smettere mai di farlo. Mai”

                                                                                                                                                                    – Walking Disaster-cvr9781442360945_9781442360945_lg

Dopo il successo di “Uno splendido Disastro” non potevo che parlare dell’attesissimo seguito del libro che però ha una particolarità, la scrittura dal punto di vista del protagonista maschile, il nostro bad boy preferito: Travis Maddox.

Questo libro è pieno di nuove scene, un epilogo e tanti extra che dal punto di vista di Abby non c’erano, come ad esempio la famiglia Maddox( composta dai fratelli e dal padre di Trav) e la maggiore presenza di  Shepley e America (fidanzati , rispettivamente cugino di Travis e migliore amica di Abby), la vita nell’appartamento quando le ragazze non ci sono e molto altro….

Il libro inizia con le parole della mamma di Travis in fin di vita, che fa promettere al figlio di essere bravo, giocare più che potrà, stare sempre vicino alla famiglia e scegliere la ragazza giusta.

Una volta cresciuto Travis però non sembra voler rispettare l’ultimo consiglio, infatti dice di non capire perché tutti stanno male per le ragazze e decide di adottare la tecnica del menefreghista, quello da una notte e via….finché non incontra Abby che sembra essere la sola a non stravedere per lui.

Da qui inizia il nostro racconto pieno di azione( tra incontri clandestini di boxe e viaggi a Las Vegas),alcol,possessività, emozioni, amore, amore struggente, bisogno,dolore e con un finale non troppo scontato.

Se la mia mini recensione vi ha incuriosito, consiglio vivamente di leggere questo libro: non ve ne pentirete!!!

PS: La Warner Bros ha acquistato i diritti e sta lavorando alla sceneggitura…ma non si sà ancora quando uscirà…Aspettiamo con ansia! 🙂

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che cos’è il viaggio di Nike?

Salve a tutti, volevo darvi delle spiegazioni in merito al titolo del mio blog: Il viaggio di Nike.

Un viaggio….che cos’è un viaggio se non un’esperienza che ci arricchisce e che permette di scoprire ogni volta un po di ciò che c’è dentro ognuno di noi? quindi nel  titolo mi riferisco al viaggio della mia vita che è cominciato da appena 21 anni e che ha ancora tanta strada davanti a se.

Mentre  Nike….Viene dal greco e significa Vittoria .Ma la mia Nike è un’altra è il ragazzo, la ragazza di tutti i giorni l’adolescente e anche l’adulto o l’anziano che è alla ricerca della propria vittoria, vale a dire la propria passione, un sogno o semplicemente il capire perché siamo qui. Questa sarebbe la vera vittoria o forse guardando indietro dopo tutta questa ricerca e questo lavoro su noi stessi capiremo che tutto questo percorso lo è stato!

Bonjour a tous, je veux expliquer pourquoi j’ai choisi ce titre pour mon blog: le voyage de Nike.

un voyage…quest ce que c’est  un voyage ? c’est une experience qui nous enrichit et qui  nous permette de decouvrir chaque fois un peu de ce que il y a en nous.

dans ce titre je me refere au voyage de ma vie qui est commencé depuis 21 ans et qui a encore beaucoup de chemin devant lui.

Nike vient du Grec et signifie victoire. Mais ma Nike c’est une autre…c’est le garçon, la fille ordinaire l’adolescent et meme la pesonne agée qui recherche sa victoire, c’est à dire sa passion, son reve ou qui veut simplement savoir porqoui il se trouve ici. Ceci sarait la vrai victoire ou en regardant derriere nous après cette recherche on decouvrira que tout ce parcour l’a eté.

Grazie, Merci……Veronica (nike)

Nike_di_SamotraciaLa Nike di Samotracia è una scultura greca che rappresenta la dea Atena Nike (“Atena che porta la vittoria”).