5 posti speciali dove bere il tè e fare l’aperitivo a Roma

Questo pomeriggio che facciamo??? questa sera dove andiamo??

Spesso vogliamo uscire con i nostri partner o amici e portarli in un posto carino per un aperitivo speciale,per una merenda in un locale sfizioso o semplicemente per mangiare un boccone e non sappiamo dove andare.

Di seguito troverete 5 posti molto carini tutti da scoprire.

1) Fiorditè:  La mia sala da tè prefeita. Offre una vasta scelta di tè, dolci e biscotti buonissimi, cioccolate, succhi di frutta particolari, gelati e birre artigianali. troverete anche in vendita oltre ai prodotti sopraelencati  una vasta scelta di Mug,tazze e teiere.

L’arredamento è davvero particolare,l’atmosfera accogliente ed intima e c’è la possibilità di passare del tempo utilizzando giochi di società.

Pro:  la qualità, l’arredamento e l’amibiente accogliente

Contro: il locale non è grandissimo quindi decidete bene quando andare

Via Raffaele de Cesare 98  fiorditè

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2) Bakery House : Arredamento che ricorda una bakery americana, colori vivaci alla parete e varietà di tè e dolci tipici inglesi ed Americani. Nella mia modesta opinione i  dolci sono un po pesanti e i tavoli un po troppo attaccati, però vi consiglio di provarlo per passare un pomeriggio diverso.

Pro: il brunch,l’arredamento e gli i pad attaccati alla parete dove potete farvi foto

Contro: c’è sempre molta gente, i tavoli sono molto vicini ed i dolci abbastanza zuccherosibakery-interno1

 

Corso Trieste 157  Bakery house

3)My bags: Panini gurmet, insalatone, centrifughe dolci e molto altro..La qualità del cibo è buona, il personale è simpatico e l’arredamento non è convenzionale per un locale a due passi da Piazzale Flaminio. Ottimo per un pranzetto o una merenda in compagnia delle amiche/ci.

Pro:  la varietà di panini, l’arredamento e la centralità

Contro:  l’affollamento del pranzo dato che il locale non è grandissimo

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4) Momart:  locale molto grande, in cui si può fare uno tra i migliori apertitivi di Roma al modico prezzo di 10 euro. Il buffet è super assortito ed il locale è provvisto di un ampio spazio esterno davvero carino.

Pro: il prezzo,  la grandezza del locale, il ricco buffet

contro: devo ancora trovarne uno significativo 🙂

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Viale XXI Aprile 19  Momart

5) Oppio caffè:  Last but not least questo stupendo locale con vista Colosseo!! avete sentito bene Colosseo 🙂  l’aperitivo costa 10 euro e lo si può gustare sia all’interno che all’esterno, il buffet è abbastanza assortito e la vista mozzafiato…cosa volete di più?

pro: la vista Colosseo e il rapporto  qualità prezzo.

contro: da esaminare meglio 😉

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Via delle Terme di Tito 72    Oppio caffè

 

Questi sono i miei posti speciali…fatemi sapere quali sono i vostri 🙂

La sagra della tellina

Chi non ama le sagre??? Tutto il paese si riunisce pronto ad accogliere i forestieri venuti da molto lontano e gli amici dei paesi vicini per offrigli il meglio in due o più giornate fatte di cibo a volontà, animazione, bancarelle e molto altro….   Oggi vi parlerò della XXXVIII Sagra della Tellina che avrà luogo dal 30 Maggio al 1 Giugno a Passoscuro. Alcuni di voi che non risiedono nel Lazio si chiederanno ma questo Passoscuro dove si trova?? Passo Oscuro o Passoscuro è un piccolo paese del litorare Romano a settentrione di Roma ; Si trova a Nord di Fregene e a Sud di Ladispoli e fa parte del comune di Fiumicino. Il paese ha una storia urbanistica abbastanza recente, basti pensare che mio papà 30 anni fa quando trascorreva le vacanze al mare  le strade erano fatte di sabbia, c’erano poche case ( per lo più di pescatori) e la luce scarseggiava. Oggi il panorama seppur cambiato ha mantenuto in parte la tranquillità di un tempo forse proprio perché a differenza dei paesi limitrofi che sono per lo più turistici e caotici Passoscuro offre vaste spiagge sabbiose e dune costiereDune-di-Palidoro-Passoscuro ideali per chi vuole trascorrere una giornata in relax con l’ambiente che lo circonda. Ci sono stabilimenti balneari che grazie alla vastità della spiaggia assicurano la giusta distanza tra un ombrellone e l’altro che si voglia stare per conto proprio o fare amicizia con il vicino. Per gli italiani più tradizionali che viaggiano con l’ombrellone ed i viveri “sotto braccio” per raggiungere il nostro bel paesino state tranquilli, Passoscuro offre anche diverse spiagge libere. Se volete prendere un gelato o fare uno spuntino  potete fare una passeggiata sul bagnasciuga e spostarvi in un chiosco, la cosiddetta spiaggia libera attrezzata ( tanto amata dai giovani) che ogni giorno diventano pendolari per arrivare fin lì. Il mare di passoscuro è quello tipico del litorale Romano con bassi fondali e poche correnti che lo rendono perfetto per coloro che vogliono stare a riva, seduti sul bagnasciuga a prendere il sole o  giocare con i bambini. Sia gli stabilimenti che le spiagge libere attrezzate offrono diversi servizi ed eventi tra cui: Lezioni di surf, tornei di beach volley, aperitivo al tramonto, noleggio di moto d’acqua, canoe e  per i più tradizionali gli intramontabili pedalò.filename-img-9929-jpg               Se volete restare per più di un giorno senza dover tornare e magari restare imbottigliato nel traffico a Passoscuro troverete 2 Alberghi ed un Camping…e per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta 🙂   Quest’anno fate un salto alla sagra per gustare un mitico piatto di spaghetti con le telline e visitare il nostro splendido paese………..SPAGHETTI TELLINE   Vi aspettiamo!!! 10170895_10203074251330071_8627925237550649624_n   Per Raggiungere Passoscuro via treno: tratta Roma Termini- Civitavecchia, scendere alla fermata Torre in Pietra- Palidoro( ogni ora) Via Cotral: prendere il Cotral che parte da Roma Cornelia (ogni ora) macchina: uscita 1 del raccordo anulare, proseguire per l’Aurelia direzione Civitavecchia e girare alla rotonda per Passoscuro   Per maggiori informazioni: Pro loco

Eataly

Sono sempre stata una pendolare, e  per tornare a casa prendo  il treno Roma Termini – Civitavecchia che ogni volta che si ferma ad Ostiense. Durante quei pochi minuti di fermata mi sono sempre soffermata a guardare un  grande edificio a vetri sulla destra con su scritto Eataly.

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Dopo svariato tempo e  notizie che mi sono arrivate un po da internet per mia curiosità, un po’ dai giornali e un po’ da chi ne sapeva più di me, questa domenica ho deciso di andarci per la prima volta!

Una volta arrivata lì, mi sono ritrovata circondata da cibo. Si entra ed alla tua sinistra c’è subito il reparto dolci; Inoltre questa era la settimana delle degustazioni dei prodotti autunnali.

Erano stati invitati dei produttori locali ad esporre tramite stand i propri prodotti, che andavano dall’olio della Sabina a delle marmellate buonissime senza aggiunta di zucchero etc.EATALY, ANCHE A ROMA IL GRANDE "MADE IN ITALY": CIBI E BEVANDE NOSTRANE - FOTO 4

C’erano tantissimi reparti: quello dei formaggi, la carne, il pesce, frutta e verdura, il pane (fatto a mano da loro e buonissimo) i dolci….insomma qui si può trovare l’eccellenza di tutti i prodotti e soprattutto sostenere il commercio interno ed i produttori che costituiscono il meglio dell’enogastronomia italiana.Eataly-e-l-ecommerce-dell-italian-food_h_partb

Il “centro commerciale alimentare” è provvisto di punti di ristorazione come: la piadineria Romagnola, la pizza, un’osteria, un paio di ristoranti, un punto frittura e svariati bar( quindi si può mangiare senza dover spendere una fortuna).

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Io, mia mamma e mia sorella siamo uscite con due bustoni di spesa ma anche con il portafogli un po più leggero perché li tutti i prodotti sono di qualità ma i prezzi non sono bassi come all’Eurospin 🙂

 

Posso dire di aver passato una piacevole giornata all’insegna del buon cibo, da provare assolutamente!

Grom, il gelato come una volta!

                                           

A chi non è mai capitato di fare un giro a Roma in centro e di voler prendere un gelato??

Ti giri a destra e c’è una gelateria, fai due passi avanti e cen’è un’altra….alla fine ci sentiamo disorientati o mangiamo il gelato dal primo che capita.

Se camminiamo un po per Via del Corso, giriamo per il Pantheon  camminiamo per 2 minuti fino ad arrivare a
Via della maddalena 30 troveremo secondo la mia modesta opinione la catena di Gelaterie più buona di Roma: GROM!

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La prima volta che ho assaggiato questo gelato sono rimasta estasiata dalla bontà e qualità degli ingredienti con cui era fatto.

La pera sapeva di pera, la fragola di fragola, il cioccolato era buonissimo per non parlare della crema…Voi direte, certo che la pera sa di pera…..ma non è cosi!

Quando mangiavo il gelato nelle altre gelaterie lo trovavo normale senza sapore ma pensavo dovesse essere così, e invece no…c’è di meglio!

Lì il gelato è cosi buono perché utilizzano materie prime di assoluta qualità,dalle Langhe fino alla Sicilia ed al centro America, del meglio che il mondo dell’agricoltura può offrire. I principi sono rigorosi: solo frutta fresca e di stagione, provenienti dai migliori consorzi d’Italia  nessun utilizzo di coloranti, aromi, conservanti ed emulsionanti, acqua della sorgente di sparea come base per i sorbetti e latte fresco intero di alta qualità per i gelati, uova di galline allevate a terra e selezioni dei migliori cacao e caffè del centro America.

Dall’innaugurazione del 2003 a Torino, al giorno d’oggi  Grom  ha aperto in tutt’Italia, a New York, a Parigi e addirittura a  Tokyo!

La dimostrazione che sono ingredienti di biologici e di qualità è data dal fatto che ogni mesi ci sono i gusti di stagione, i classici e gli speciali.

Non mi resta che augurarvi Buon Gelato!  e fatemi sapere se vi è piaciuto 🙂  

 Qui potete trovare l’articolo del Times in inglese :

Turin Gelato Men, Hoping New York Will Melt

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BROADWAY BOUND Federico Grom, left, and Guido Martinetti are bringing their Turin-style gelato to New York this week.
A FEW years ago Guido Martinetti, a young winemaker here, noted to a friend, Federico Grom, that Italy suffered from an odd market gap. Its gelato was plenty good, he observed, but few made it the way Italians approach food and wine generally: with only fresh seasonal products, the highest-quality ingredients and handmade care.

“I forgot what I said to Federico,” Mr. Martinetti, 32, said. “But a week later he came back with a business plan for five years.”

Thus Grom gelato was born, and in just four years, not much time in traditionbound Italy, it outstripped the business plan and earned a name as one of the best. “Sensationally good,” one top food expert here has called it.

On Saturday, Grom opens its first shop in the United States, at Broadway and 76th Street in Manhattan, and it does so with some nervous questions:

Are Americans, whose tastes often tend toward the robust and even flashy, ready for a gelato created almost like the subtle wines the Piedmont region here is famous for?

And maybe more to the point, will they pay the matching price, starting at $4.75 for a small cone?

“You have this culture — big, big in everything,” Mr. Martinetti said. “In Italy, there is sort of a different way.”

“But I think when you taste this ice cream, it’s more fresh,” he said. “It’s more natural. I am an optimist.”

He was speaking, in a white lab coat and a hairnet, in Grom’s factory near the Turin airport, pint-size but big enough to supply the nine existing shops in Italy and five more, including New York’s, in the works.

The company’s whole way of being was on display. Five workers were slicing spring strawberries for sorbet, made only with San Bernardo mineral water from Piedmont. Mr. Martinetti was surrounded by boxes of high-grade Ecuadorean and Venezuelan chocolate, hazelnut paste from Piedmont and Madagascar vanilla.

Into a huge steel vat, workers had just poured several cases of $30-a-bottle Spanish sherry for one flavor, Málaga, otherwise made of milk, organic eggs and sugar. (Raisins would be added later.) Mr. Martinetti dunked a lowly plastic cup into the vat and poked his nose in as if it were a glass of his family’s Barolo.

He sniffed, then tasted. It is pretentious to say about ice cream, but maybe the best word — apart from “delicious” — would be “balanced,” with each ingredient nicely playing off the others rather than one shouting over the rest.

“It’s what I look for in wine and ice cream,” Mr. Martinetti said, shucking off any high-mindedness by noting, too, that Coke’s sweetness wouldn’t work if it weren’t balanced by citric acid.

“I don’t want to say it’s the best ice cream,” he added, though clearly that is his ambition. “But it’s very serious. It’s made in a serious way.”

That seriousness is reflected in the price, which is significantly higher than those of his competitors. Il Laboratorio del Gelato, on the Lower East Side, which also makes fresh, high-quality gelato, charges $3.25 for a small serving of two flavors, $4.50 for medium and $5.75 for large. Grom’s medium will go for $5.75, the large for $6.75. Grom’s “huge” size — not a very Italian concept, although it is available here, too — will cost $9.

“It’s a different approach,” said Mr. Grom, 34, a business executive before settling in full time at Grom two years ago. “We hope the clients will accept the idea and understand. For sure we don’t sell quantity. We sell quality.

“We think New York is ready.”

Indeed, New York has no shortage of either high-quality ice cream or gelato — the Italian version, which is lower in butterfat and whipped with less air than American ice cream.

Jon Snyder, the New York gelato guru who owns Laboratorio and who also created and sold the Ciao Bella chain of gelato shops, said that although Grom’s price is higher, New Yorkers may well pay it if the product is good enough.

“In New York and certain cities, you can almost charge what you want,” he said, though he added that his own prices reflect the fact that his retail customers are not quite so well-heeled. “If you have a quality product, people will come and buy it.”

Though he travels to Italy often, he said he hasn’t yet tried Grom here and is “looking forward” to visiting the shop in New York to see how it stacks up.

“I’m so often disappointed with other people’s products,” he said. “It’s nice to see someone open and be impressed.”

In Italy — a nation of inherited wealth, tight family businesses and enterprise often stultified by bureaucracy — Mr. Martinetti and Mr. Grom stand out, quite apart from whether their gelato succeeds in New York.

Rather than depend on their parents, the two took out loans to start Grom on their own. And their growth here — with stores crowded by long lines in cities including Turin, Milan and Florence — is unusual for a concern open for such a short time. (It also says a lot about the difficulties of doing business in Italy that they found it more appealing to open a store in New York than in Rome, where they do not have a shop. They say they do not have the “right partners” even to attempt the far south — Naples, say, or Sicily.)

They also broke the mold here in how their shops get the gelato — a model that makes opening in New York, or anywhere else, less difficult than it might have been.

Normally, Italian gelaterias contract with ingredients suppliers, then mix and whip the gelato on site according to their own recipes. Mr. Martinetti and Mr. Grom came up with a different model by chance: the ice cream maker in their first shop, here in Turin, was hurt in a scooter accident, and Mr. Grom and Mr. Martinetti, both still working their other jobs, were forced to make the gelato themselves at night. They did not sleep much.

With plans to open other stores, they realized that their margin for the unexpected was thin. Another accident or sickness by any individual ice cream maker could close down a shop. So they decided to centralize.

Now the liquid base for all their flavors — 20 a month, changing as different fruits come into season — is made entirely at their little plant here, frozen in bags and shipped off to each shop. There it is thawed, whipped and frozen again, with final ingredients like raisins or chocolate chips added at the end.

This gives them complete control over the gelato’s quality — something Mr. Martinetti approaches with such orthodoxy that even his father, an obsessive high-end wine maker, calls his son “a Taliban.” To ensure that they get the best fruit, they have bought a vineyard near Turin and are uprooting the vines to plant their own strawberries, melons, apricots, peaches, raspberries and figs.

For anyone who might puzzle over the name Grom, it is neither a marketing concept nor a cute acronym starting with “gelato” and ending in “mangiare.” It is simply Mr. Grom’s surname, reflecting the winemaking tradition of putting the family name on the label.

Just before their first shop opened in 2003, Mr. Martinetti surprised Mr. Grom by insisting that the business be named after him. Mr. Grom claims he was terrified, but Mr. Martinetti coolly reasoned that his own name was already on his family’s wine label.

“When you make top-quality food, you have to put your name on it,” Mr. Martinetti said.

PS: grazie  a Federico che mel’ha fatto scoprire :*

Se volete maggiori info consultate il sito:http://www.grom.it/ita/